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Da sempre attento alla formazione musicale dei giovani (con le sue estensioni e ricadute “a livello sociale”) e promotore di iniziative e progetti finalizzati allo scopo,  Muti sottolinea, tra l’altro che il termine sinfonia significa suonare e cantare insieme.  Coro e orchestra come luoghi di formazione artistica e di crescita umana, civile e sociale. Coro e orchestra “microcosmi ideali” in cui, facendo musica insieme, si coltivano valori sociali universali, per essere sempre più  “cittadini adulti”..

“Le mie idee per i giovani. Perchè non studiare musica fino alla Maturità”? E ancora…. Ricordo sempre ai giovani che “sinfonia” significa suonare e cantare insieme. E poi che la direzione non è saltare sul podio e fare il clown, un esercizio da saltimbanco per una società che vede e non ascolta…”.

Ed ancora in merito all’importanza del cantare, mi piace ricordare una straordinaria figura di musicista “fuori dagli schemi”, il genialissimo pianista Glenn  Gould il quale rispetto alla sua “mania” di “accompagnare” con la voce le sue performance pianistiche , dichiarava : “Non so come facciano a sopportarlo, ma so che se non canto  suono meno bene”. La voce come modalità, strumento, mezzo di estensione della tastiera: la voce sulla punta delle dita per offrire a queste un “tocco interpretativo in più”, Irrinunciabile.

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Coro e dintorni vuole iniziare parlando di voce… https://coro.gadotti.dev/2021/04/03/una-riflessione-sulla-situazione-pandemica/ https://coro.gadotti.dev/2021/04/03/una-riflessione-sulla-situazione-pandemica/#respond Sat, 03 Apr 2021 09:08:09 +0000 https://coro.gadotti.dev/?p=4327 Coro e dintorni vuole iniziare parlando di voce e appunto attorno alla voce visto che vogliamo parlare oltre il coro. Mi si permetta quindi di citare un direttore d’orchestra e un pianista. Due personalità se volete opposte ma che si incontrano Muti e Gould entrambi pianisti e direttori d’orchestra. L’uno chiaramente più direttore e l’altro più pianista. 

” La mie idee per i giovani. Perché non studiare musica fino alla Maturità?questo è quanto si chiede Riccardo Muti in un colloquio apparso domenica 28 marzo 2021 sul Corriere della Sera. 
Ed ancora… Ricordo sempre ai giovani che “sinfonia” significa suonare e cantare insieme. E poi che la direzione non è saltare sul podio per fare il clown, un esercizio da saltimbanco per una società che vede e non ascolta…”
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Grande Muti e parole che non possono che illuminare. 
L’altro  gigante della musica, un pianista se vogliamo fuori dagli schemi dotato di una grande musicalità nella figura di  Glen Gould che a maggior ragione sottolinea quanto sia importante cantare. A conferma di questo amava accompagnarsi cantando ad alta voce. …Di quest’ultima mania si scusava:

“Non so come facciano a sopportarlo, ma so che se non canto suono meno bene”.

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Avecor Incontra… il M o Sandro Filippi https://coro.gadotti.dev/2021/03/06/avecor-incontra-il-m-o-sandro-filippi/ https://coro.gadotti.dev/2021/03/06/avecor-incontra-il-m-o-sandro-filippi/#respond Sat, 06 Mar 2021 10:04:40 +0000 https://coro.gadotti.dev/?p=3966 Il m.o Sandro Filippi si presenta. Quarant’anni di attività musicale: direttore di varie compagini amatoriali ma anche professionali; insegnante di Conservatorio e grande divulgatore delle tradizioni colte ma anche popolari.

Intervista 1

Intervista 2

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Canzone della veglia https://coro.gadotti.dev/2021/01/19/canzone-della-veglia-elaborazione-di-sandro-filippi/ https://coro.gadotti.dev/2021/01/19/canzone-della-veglia-elaborazione-di-sandro-filippi/#respond Tue, 19 Jan 2021 18:44:42 +0000 https://coro.gadotti.dev/?p=3431 Elaborazione di Sandro Filippi

Canzone della veglia (Bon-a sèira viòre) Canto popolare molto diffuso nell’area piemontese in questa versione elaborato da Sandro Filippi. Canto di questua solitamente eseguito, a seconda delle varie zone geografiche, nel periodo di Carnevale, durante l’Avvento e nel periodo natalizio. Racconta un tempo passato dove ci si trovava nelle stalle a vegliare (star svegli) per portare avanti il lavoro domestico di cucito e del corredo soprattutto in autunno inverno.

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Mie Sorelle son le Stelle https://coro.gadotti.dev/2021/01/15/mie-sorelle-son-le-stelle/ https://coro.gadotti.dev/2021/01/15/mie-sorelle-son-le-stelle/#respond Fri, 15 Jan 2021 21:33:08 +0000 https://coro.gadotti.dev/?p=3369 Un repertorio di melodie tradizionali raccolte ad Albiano ed elaborate per coro.

Mie sorelle son le stelle è il titolo di una recente pubblicazione della Federazione dei Cori trentina, uscita non a caso in concomitanza con la riapertura post-Covid 19.

La gestazione dell’opera è stata infatti, comprensibilmente, di lunga durata, ma il periodo di clausura forzata ha in qualche modo favorito il rush finale che ha condotto al suo confezionamento ed alla sua comparsa in forma definitiva. Perché di un lavoro molto complesso si tratta: partito ormai nel 2017 su iniziativa di Giorgio Pisetta, forse inizialmente con intenti assai meno ambiziosi – si trattava di arricchire il repertorio del neonato coro Brocon ad Albiano, formazione nata con il dichiarato proposito di valorizzare e rivitalizzare i canti locali – si è via via sempre più articolato in una ricca raccolta di canti di varia genealogia e quindi, con la chiamata a collaborare di Sandro Filippi, nel prodotto finale costituito dalla trascrizione puntuale di tutto il repertorio riferito dalla signora Pia Filippi e dalle sue sorelle, affiancata da una serie di pregevoli elaborazioni destinate non solo al coro maschile, ma anche alle formazioni femminile, mista e di voci bianche. Se poi si aggiunge che la pubblicazione si è poi ulteriormente arricchita di una serie di saggi nonché di una selezione di fotografie, molte delle quali antiche e rare, di grande interesse, si comprende quindi che l’iter di gestazione dell’ultima nata nell’ormai folta prole di pubblicazioni della Fedcori sia stato lungo e tortuoso. Ma ne è valsa la pena. Innanzitutto il gruppo di lavoro, pur nella sua continua proliferazione, parallela all’aumento della complessità del lavoro, si è rivelato vincente e la collaborazione tra le sempre più numerose competenze ha funzionato: il prodotto finale è da considerare veramente «un evento politico-culturale di rilievo» per riprendere le parole di Giovanni Acciai, ed un prototipo, da cui l’editore non può più prescindere, perlomeno in occasione di pubblicazioni con intenti simili. L’idea di affiancare le linee melodiche, così come si registrano dalla viva voce degli informatori, alle relative elaborazioni, non è propriamente nuova, costituendo ormai lo standard normale. Ma questo lavoro ha almeno un paio di valori aggiunti: non si tratta dell’ennesima antologia miscellanea, ma di un repertorio proveniente prevalentemente dalla portentosa memoria di una signora ultranovantenne, una sorta di “canzoniere” non scritto, specchio fedele della selezione e della sedimentazione durata una vita di quanto questa signora ha ritenuto degno di essere ricordato – e tramandato. Inoltre vanno sottolineate l’accuratezza e la completezza dell’edizione, e, last but not least, la sua piacevolezza, frutto di una cura quasi maniacale di ogni dettaglio e di un costante, quotidiano confronto tra gli attori coinvolti. Non mi dilungo sul valore dell’operazione, rimandando a quanto scrive Giovanni Acciai nel suo saggio introduttivo ed invitando il lettore a prendere in mano la raccolta e, considerato il target di questa rivista, ad utilizzare il pregevole materiale, musicale e non, contenutovi. Mi auguro solo, a chiusura di queste brevi righe di commento, che l’uscita di questa pubblicazione, al di là del suo valore intrinseco, costituisca anche un atto simbolico ed un auspicio di rinascita per i nostri cori, costretti a una lunga inattività a causa della pandemia, ai quali le elaborazioni di quest’opera potranno fornire spunti di sicuro interesse.

Marina Giovannini

Per avere il volume intero rivolgersi alla Federazione cori del trentino o a Sandro Filippi.

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