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“La musica per coro di Renato Dionisi”

In qualità di Direttore sono ben lieto di porgere a tutti voi che intervenite
a questo incontro il saluto del Conservatorio, oltre che mio personale, e di
dare così avvio alla Giornata di Studi in onore di Renato Dionisi, sul cui nome
– e su quello di Franco Donatoni – è impostato il Festival “Secondo Novecento” in corso di svolgimento con tre concerti e un convegno dedicati a ciascuno
di loro. Oggi è la volta di Dionisi e mi auguro che questa Giornata contribuisca a rendere il giusto merito al musicista, a mio parere non adeguatamente
conosciuto e valorizzato, e a delinearne il giusto profilo.
L’aver accomunato Dionisi e Donatoni, due figure in vario modo decisive
per statura musicale e per attività didattica nel panorama italiano degli ultimi decenni e in particolare per quanto riguarda il Conservatorio di Milano,
non nasce solo da coincidenze biografiche – di entrambi ricorre quest’anno il
decennale della morte e di Dionisi anche il centenario della nascita – ma da
una più sottile sintonia artistica, da una similare visione dell’arte intesa come
assiduo lavoro d’artigianato che tra l’altro li ha portati a condividere concetti
basilari quali, ad esempio, quello di ‘figura’ musicale (oggi di certo se ne parlerà): da qui anche la reciproca sincera stima fra due musicisti in apparenza
diversissimi – più decisamente trasgressivo Donatoni, negli atteggiamenti
umani ed artistici, ma non certo da meno è Dionisi, sia pur con minore evidenza – e in realtà più vicini di quanto possa sembrare. Il titolo stesso, quasi
provocatorio, che abbiamo voluto dare a questa Giornata dedicata a Dionisi
– ripreso dalla testimonianza di Ivan Fedele – riflette in un certo senso il suo
procedere spesso ‘fuori dai ranghi’.
Più conosciuto a livello internazionale è Donatoni, di sicuro meno Dionisi,
ed è anche per tale motivo che si è pensato quest’anno di indirizzare il Premio di Ricerca musicologica del Conservatorio, per l’occasione con il sostegno
economico della Fondazione Coro della Sat di Trento, a uno studio che – mettendo finalmente a punto anche un catalogo delle opere – rompa la parziale
cortina di nebbia che ancora avvolge il musicista “giuliano di nascita, trentino
di famiglia, milanese d’adozione” come amava definirsi: i vincitori per concorso del Premio, Alessandro Turba e Mattia Culmone, presenteranno oggi in
questa sede i risultati della loro ricerca.
Rinnovo quindi i saluti augurali a tutti i partecipanti e passo ora la parola
al Presidente Arnoldo Mosca Mondadori e poi ad Angelo Foletto che condurrà la Giornata di Studi.
Bruno Zanolini
Direttore del Conservatorio

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